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La legge della domanda e dell'offerta

"In un libero mercato, in condizioni di concorrenza perfetta, i prezzi di beni e servizi sono determinati dall'incontro della domanda e dell'offerta"
Sembrerà strano, ma questa semplice regoletta è alla base dei movimenti di prezzo che si determinano in tutti i mercati liberi del mondo. Dal prezzo del petrolio al prezzo dell'oro, da quello dei peperoni a quello delle autovetture, da quello dei titoli di Stato a quello delle azioni ....e così via.

Semplificando potremmo dire: se un determinato prodotto è venduto (offerta) da molte persone, mentre sono poche quelle interessate ad acquistarlo (domanda), il prezzo di quel prodotto è destinato a diminuire. Al contrario, se molte persone sono interessate ad acquistare un determinato prodotto, mentre sono poche quelle che lo vendono, il prezzo di quel prodotto aumenterà. Per coloro che trovano questo concetto ancora ostico, ecco alcuni esempi pratici.

Perchè la regola funzioni è necessario che ci si trovi in un libero mercato e in condizioni di concorrenza perfetta. Se il mercato non è libero, come per esempio quello dei generi di monopolio, la legge non può funzionare. Il prezzo delle sigarette, infatti, è determinato esclusivamente dalle esigenze di cassa dello Stato. Anche nel caso in cui ci si trovi in condizioni di non concorrenza la legge non funziona. Ipotizziamo che tutti i fornitori di telefonia cellulare si mettessero d'accordo di mantenere un unico prezzo, il prezzo, ovviamente non varierebbe. In clima di concorrenza, invece, pur di accaparrarsi nuovi clienti, i suddetti fornitori continuano a "sfornare" offerte sempre più appetibili. In Italia è vietato fare patti atti ad aggirare la concorrenza e a vigilare su questi argomenti è deputata un'apposita commissione "Anti Trust".

Applicando la legge al mercato finanziario, possiamo affermare che il prezzo di un determinato titolo scende in quanto è superiore il numero di quei titoli in vendita rispetto al numero di titoli che il mercato è disposto ad acquistare. In gergo borsistico si dice che su quel titolo prevale la "lettera". Nel caso contrario, quando cioè il mercato richiede un numero di titoli superiore a quelli in vendita, il loro prezzo sale. In gergo: prevale il "denaro". Per quanto riguarda, invece, il motivo per cui in determinati momenti prevalgono le vendite o gli acquisti, sarà oggetto di trattazione in un altro capitolo.

 

 

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